Un Amico nell’Uovo di Pasqua…


Sentiamo dire spesso: “non voglio essere la seconda scelta. Non sei stanco di farti trattare come un tappabuchi?”
Spesso siamo vittime di un difetto di percezione, e forse dovremmo chiederci se quella, o quelle persone sono altrettanto importanti per noi, da meritare la nostra attenzione.
I rapporti umani non sono mai semplici, basta una piccola incomprensione per farli naufragare. Ciascuno antepone il proprio ego, spesso si frequentano le persone per convenienza, poche persone sanno ascoltare cosa ha da dire il prossimo, e quasi tutti sono influenzati da pensieri densi e ripetitivi che ripercorrono solo gli aspetti negativi di un fermo immagine sbiadito da mere interpretazioni personali.
“Chi trova un amico, trova un tesoro”, un detto antico, ma sempre attuale!
La verità è che ci sono miliardi di verità soggettive. Tutte giuste, o nessuna sbagliata, perché fotografano l’evoluzione dell’Essere, tanto da essere cambiate in un “amen”. E poi c’è chi ti offre un aiuto disinteressato, quando meno te lo aspetti, chi ti chiama semplicemente per sapere come stai, chi trova il tempo per starti vicino. Ecco, non smettere mai di dare fiducia al prossimo, sì integro, perché dietro ogni angolo si cela qualcosa di ignoto, e non è detto che arrivi per nuocere. E quando soffia il vento del cambiamento, non nasconderti, stai “a poppa”, sii proprio là con coraggio, a dirigere le vele della tua anima, verso il Tuo Orizzonte!

 


Risveglio

Vorrei svegliarmi dal sogno collettivo,
e avere tante colazioni in compagnia di uno “specchio”,
dove il mio IO possa specchiarsi con il sorriso che si eleva all’alba,
e lenzuola che trasudano di vero amore!

Nadia Loiaconi

 


Cupido e le sue frecce…

Ogni rapporto è eterno, e una volta creato, è parte del nostro patrimonio vibrazionale per sempre, ma non è detto che sia vero amore.
Il vero amore non ha paura, non si sente in colpa, non teme il distacco.
Quando ama, lo fa e basta.
A volte confondiamo l’amore con il nostro bisogno di “sentirci amati”, perché non ci amiamo abbastanza, non abbiamo abbastanza autostima, sicurezza… Ed è allora che ci imbattiamo negli “amori impossibili, distanti, inaccessibili”. Quando riacquistiamo la serenità interiore, comprendiamo la natura dei nostri sentimenti, ma non è semplice “rimanere connessi” con la nostra vera essenza. La lettura che diamo agli eventi esterni fa oscillare la nostra connessione.
Non c’è nulla di impossibile al cuore, quando siamo guidati dalla centralità del nostro essere, ma la mente disconnessa giudica, e prova vergogna.
Non sono gli altri ad influenzare i nostri sentimenti, siamo noi che ci facciamo influenzare da un giudice esterno che ha smarrito il suo centro; siamo noi che ci auto condanniamo
all’infelicita’.
Possiamo impegnarci a “controllare la nostra personale connessione”, e auspicare altrettanta connessione altrui, ma non possiamo sostituirci al “lavoro interiore” che ciascuno di noi è chiamato a fare, in perfetta solitudine.
L’amore conta, se il cuore e la mente sono sintonizzati sulla stessa frequenza!

 


Il tempo della pazienza…

Quando le tragedie ci toccano da vicino, le sentiamo più nostre. Ogni giorno più di un fratello, o una sorella “torna alla luce”, ma ciascuno di noi è troppo impegnato nella propria costruzione mentale, quella costruzione mentale che ci impedisce di empatizzare la sofferenza di chi ha freddo, fame, sta male, o soffre di solitudine. L’indifferenza egoica! Quello status mentale che ci fa tirare dritto, quando passiamo a fianco a “un senza tetto”, ma che ci fa gioire quando qualcun altro, distante da noi, fa quello che, infondo al cuore, avremmo voluto fare noi. Siamo entità perfette, rese fragili dalle nostre costruzioni mentali. A forza di riempire le nostre vite di regole sociali da seguire, pena sanzioni e punizioni auto inflitte, abbiamo smarrito i nostri intuiti primordiali. A volte, però, succede un evento catastrofico, qualcosa di talmente forte, e inaspettato che per un attimo fa vacillare il nostro “surrogato mentale”. Ci fermiamo increduli, ma poiché ancora resiste, quel surrogato ci induce a scagliare la rabbia che abbiamo dentro, verso chi abbiamo “eletto come colpevoli”, rei di aver eretto, con il nostro consenso, quella ragnatela di regole burocratiche, in cui ci sentiamo soffocare. La rabbia è sicuramente migliore dell’indifferenza, ma ancora siamo distanti dalla nostra essenza. Ed è allora che succede qualcosa di ancora più sconvolgente: una valanga si abbatte sulle nostre teste, e insieme alle nostre pseudo sicurezze mentali, per un attimo fa crollare i nostri “Ego alterati”. Il dramma ci riporta al cuore, e in quell’attimo ci rendiamo conto che i sentimenti d’amore, empatia, e solidarietà ci esortano a tornare sul “sentiero delle soluzioni”. Le soluzioni utili ad offrire un aiuto concreto al “volto della sofferenza”. Il tempo della pazienza darà buoni frutti, ma se ci impegnassimo ogni giorno a “stare nel cuore”, colmeremmo le distanze che spesso ci separano dalla nostra vera essenza!

 


Non c’è bisogno di parole per esprimere tutto ciò che “È”….

Hai presente l’attimo in cui l’onda rimane sospesa prima di infrangersi sulla sabbia?

L’attimo in cui l’aurora da’ il benvenuto all’alba?
L’attimo in cui l’energia si manifesta, durante la fotosintesi?
L’attimo in cui il fiore di loto emerge dal fango, e inizia a schiudersi?
L’attimo in cui l’onda tantrica cavalca il respiro, e dal bacino si perde nella testa?
Quell’attimo esprime l’essenza della felicità.
L’amore dell’Universo e’ racchiuso in un attimo!