Ogni cosa ha un perché…

percheLa vita è costellata di momenti, talvolta ci facciamo “scimmiottare” dall’enfasi dell’onda sociale, perché spesso ci sentiamo come “rami spezzati” in balia delle onde, dimenticando, invece, che siamo il seme che ha generato l’albero, e i suoi frutti.

Nella fratellanza universale, noi siamo i creatori delle onde di espansione, dei cicli della vita, di ogni sentimento che accompagna i nostri pensieri.

Pertanto, cari fratelli, sorelle, destiamoci dal nostro torpore, e qualunque sia la causa sociale che abbiamo scelto di “cavalcare”, ricordiamoci di mantenere quell’Unita’ che ci eleva allo status di “esseri umani” dotati di libero arbitrio.

L’amore, la pace, la gioia, rappresentano l’apice della nostra essenza, questi sentimenti hanno bisogno di cure, “annaffiamoli” ogni giorno, affinché un mondo colmo di colori sia il riflesso della luce che illumina il nostro orizzonte.

 


Amore…di William Shakespeare

sabiaNon sia mai ch’io ponga impedimenti
all’unione di due anime fedeli;
amore non è amore se muta, quando scopre un mutamento
o tende a svanire,
quando l’altro s’allontana.
Oh no! Amore e’ un faro sempre fisso
che sovrasta la tempesta e non vacilla mai;
e’ la stella che guida di ogni barca,
il cui valore e’ sconosciuto, benché nota la distanza.
Amore non è soggetto al tempo, pur se rosee labbra e gote dovran cadere sotto la sua curva lama;
amore non muta in poche ore o settimane,
ma impavido resiste al giorno estremo del giudizio;
se questo è un errore e mi sarà provato
io non ho mai scritto
e nessuno ha mai amato.


La sofferenza cambia le persone…non per sempre.

ponteUn giorno ti svegli, ti rispecchi negli occhi del cuore, e ti accorgi che anche il distacco è un gesto d’amore.

Proiettiamo nel nostro inconscio situazioni paradossali, le temiamo, le demonizziamo per paura di mettere a nudo le nostre emozioni.

Ci circondiamo di persone che come muri proteggono la nostra vulnerabilità, il “nostro momento del bisogno”, perché non siamo abbastanza forti per difendere la nostra semina.

Quando ce ne rendiamo conto, forse è troppo tardi, ma difronte a noi si apre un bivio: continuare a vivere nell’illusione di una vita ovattata da chi per paura di perdere noi, “il loro pseudo mondo”, e i falsi miti del perbenismo, ci induce a pensare di essere nel giusto; o guardare verso il “sentiero di casa”.

Il caldo focolare, in cui le nostre emozioni sono sorrette dalla centralità del nostro essere.

L’essere che tutto conosce di noi, e sa perché abbiamo scelto di amare il nostro riflesso negli occhi di “una persona speciale”, anche quando la nostra è una visione  solitaria.

 


La conoscenza rende liberi…

monteSiamo spesso in balia dell’opinione altrui, ci facciamo condizionare da una serie di organizzazioni, più o meno socialmente riconosciute, che per mantenere, sottomettere, e allargare i propri seguaci perpetuano il “verbo della paura”, e dell’ignoranza. Stare nelle “regole sociali”, seguire la massa, ci culla nel torpore di una pseudo sicurezza: “se tutti ci credono…sarà vero”.

La verità è una sola: quella che sentiamo dentro, indipendentemente dall’opinione altrui, ma per trovarla, e farne il “proprio verbo”, occorre avere il coraggio di guardare oltre quel velo sociale che da generazioni ci hanno imposto, anche quando “cantare fuori dal coro” significa essere oggetto di critiche, e isolamento.

Il tempo è galantuomo, e riconosce l’integrità. È, quindi, importante, vivere la propria esistenza dubitando delle “verità confezionate”, e fare tesoro delle proprie esperienze di vita.

Siamo entità divine, ciascuna con  peculiarità uniche, in grado di rendere le nostre singole esistenze, delle autentiche opere d’arte. Le regole sociali dovrebbero migliorare le nostre reciproche interrelazioni, e non offuscare la nostra libertà di espressione.

 


La vita in una pagina…

mare

Se i pensieri potessero parlare
sarei senza voce.
Il frastuono dell’incessante accolito richiamo verso un amore sordo e cieco
bucherebbe i miei timpani.
E se le pagine della mia vita voltassero da sole
io non avrei potuto leggere
se non quell’unica pagina che continua a parlare di te.
Nei calendari che scandiscono un tempo che non conosco
nella mia mente, nel mio cuore, e nella totalità del mio essere
ogni giorno è uguale all’altro.
È il giorno della verità, quella che mi ostino a contemplare
con gli occhi dell’anima.

autore testo: Nadia Loiaconi