Io, tu, noi…

La maggior parte dei libri “new age” si sofferma sull’importanza dell’autostima, della necessità di amare sé stessi, più di ogni altra creatura. E’ sicuramente vero, perché affidare la propria felicità nelle mani di un’altra persona, significa dipendere dalla volontà, e dai capricci di qualcun altro, ma…e sì c’è un mah! Pensate davvero che si possa smettere di amare una persona, per paura di farsi condizionare il destino? Si può “congelare” il sentimento, ricacciandolo in un compartimento stagno, facendo finta che non sia mai esistito, ma prima o poi un sibilo di quella eterea energia scuoterà nuovamente la nostra spina dorsale; e…soprattutto, quando si acquisisce la consapevolezza che quello che davvero si desidera, si realizzerà a prescindere dalla presenza? Appunto, la presenza! Si può amare una persona senza avere la possibilità di trascorrere del tempo insieme? Sì si può, (anche se non è mai auspicabile), perché l’emozione continua ad essere presente nel cuore che solletica la mente pensante, anche se non rappresenta il preludio di “Unione perfetta”. Viviamo circondati da un campo energetico, di cui siamo parte e generatori, e vibriamo su frequenze che oscillano a seconda dei nostri stati d’animo. La nostra mente organizza gli impulsi energetici, e crea la realtà, così come la percepiamo, attraverso i cinque sensi. Non è scontato che le nostre frequenze combacino a lungo, ma l’amore quello “nudo” ha una frequenza costante, elevata, a cui prima, o poi tutti noi dobbiamo tendere, a meno di farci “ubriacare dal velo di una mente alterata” per l’eternità. E cari amici, questo può valere sul piano della “sperimentazione” spazio-temporale, ma non su quello della coscienza universale!